☭    "Non è difficile essere rivoluzionari quando la rivoluzione è già scoppiata e divampa... È cosa molto più difficile - e molto più preziosa - sapere essere rivoluzionari quando non esistono ancora le condizioni per una lotta diretta, aperta, effettivamente di massa, effettivamente rivoluzionaria; saper propugnare gli interessi della rivoluzione (con la propaganda, con l'agitazione, con l'organizzazione) nelle istituzioni non rivoluzionare, sovente addirittura reazionarie, in un ambiente non rivoluzionario, fra una massa incapace di comprendere subito la necessità del metodo rivoluzionario di azione"     ☭    



Iosif Vissarionovic Dzugasvili
Stalin

Prefazione alla prima edizione di “Imperialismo e rivoluzione” di Enver Hoxha


Dalla pubblicazione nel 1848 del «Manifesto del Partito Comunista» di Marx e di Engels e fino ad oggi, la lotta fra il marxismo rivoluzionario e l’opportunismo, sia in campo politico che in cam­ po ideologico, si è concentrata attorno ad un pro­ blema: è o non è necessaria la rivoluzione per trasformare la società su basi socialiste, esistono o non esistono le condizioni per attuare la rivoluzio­ ne, è possibile compierla seguendo la via pacifica, oppure è indispensabile ricorrere alla violenza rivoluzionaria?
La borghesia e gli opportunisti, con tutte le loro teorie che si contano a decine, per non dire a centinaia, si sono sforzati e si sforzano di negare l’incontestabile verità che la contraddizione fon­ damentale della società capitalista è quella fra gli sfruttatori e gli sfruttati, di negare la collocazione ed il ruolo storico della classe operaia, di negare anche la stessa lotta di classe come fattore deter­ minante dello sviluppo e del progresso della società umana. Il loro scopo è stato e continua ad es­ sere quello di disorientare ideologicamente il proletariato, di ostacolare la rivoluzione, di perpetuare lo sfruttamento capitalistico, di distruggere il marxismo-leninismo, la scienza trionfante della rivoluzione e dell’edificazione del socialismo.
Tutti questi avversari e nemici del proleta­ riato e della rivoluzione hanno tentato di dichia­ rare superato il marxismo-leninismo e di architettare diverse «teorie», adatte, a loro dire, alle nuove condizioni storiche, alle trasformazioni subite dal capitalismo e dall’imperialismo, all’evoluzione che ha avuto, in generale, la società umana. Così Bernstein ha dichiarato superato Marx, mentre Kautsky, speculando sul passaggio dal ca­ pitalismo all’imperialismo, ha negato la rivoluzione. Il loro esempio e i loro metodi sono stati seguiti da tutti i revisionisti moderni, a cominciare da Browder e Tito, Krusciov e gli «eurocomunisti» per arrivare fino ai «teorici» cinesi dei «tre mondi».
Con il falso pretesto di applicare e sviluppare il marxismo-leninismo in «modo creativo», adattandolo alle nuove condizioni createsi oggi nel mondo, tutti questi antimarxisti tentano di negare l’ideologia scientifica della classe operaia e di sostituirla con l’opportunismo borghese.
Il proletariato, i rivoluzionari e i loro autentici partiti marxisti-leninisti hanno condotto e conducono contro il revisionismo moderno e le sue diverse correnti una lotta accanita, che non è cessata e che non cesserà mai.
I revisionisti, la borghesia reazionaria e i suoi partiti si sforzano di definire la nostra teoria, il marxismo-leninismo, un dogma, qualcosa di fisso, rigido, che non si adatta, a loro dire, ai tempi attuali, pieni di dinamismo e di vitalità. Ma se vogliamo parlare di dinamismo e di vitalità, il marxismo-leninismo è l’unica dottrina ad averne, essendo la teoria della classe operaia, la classe sociale più avanzata, la più attiva e la più rivoluzionaria, che ha una giusta concezione del mondo, che produce i beni materiali e che è costantemente in azione.
Gli sforzi della borghesia e dei suoi ideologi, i quali vogliono convincere gli uomini che il marxismo-leninismo è superato e non risponde più ai «tempi moderni», perseguono lo scopo di combattere l’ideologia scientifica del proletariato e sostituirla con alcune teorie che predicano una vita imbastardita, una vita da bassifondi, una società sregolata e degenerata, la cosiddetta società dei consumi. Le teorizzazioni secondo cui, oggi, si sarebbe arrivati ad una nuova forma di società in movimento e in costante progresso, mirano, allo stesso tempo, a colpire il pensiero progressista rivoluzionario del proletariato, la sua ideologia dirigente, a perpetuare l’oppressione e lo sfruttamento capitalista. La nostra teoria, come c’insegna Lenin, giudica e definisce correttamente le forme e i metodi della lotta di classe. Essa rimane strettamente legata ai problemi pratici posti dalla vita, posti dalla nostra epoca.
Quest’arma ci aiuta ad analizzare e a comprendere correttamente in ogni momento il corso dello sviluppo umano, ad analizzare e comprendere correttamente ogni svolta storica della società, ad attuare la sua trasformazione rivoluzionaria.
Il nostro Partito, al suo 7° Congresso, ha smascherato tutte le diverse correnti revisioniste, fra cui anche la teoria cinese dei «tre mondi». Sottolineando l’importanza vitale del marxismo- leninismo per il trionfo della rivoluzione, del socialismo e della liberazione dei popoli, esso ha rigettato decisamente le tesi ed i punti di vista borghesi-opportunisti riguardo l’attuale tappa del processo storico mondiale, i quali negano la rivoluzione e difendono lo sfruttamento capitalista, ed ha ribadito energicamente che nessun cambiamento nello sviluppo del capitalismo e dell’ imperialismo giustifica le «invenzioni» e le mistificazioni revisioniste. La critica di principio e la costante denuncia delle teorie antirivoluzionarie e anticomuniste sono indispensabili per difendere il marxismo-leninismo, per portare avanti la causa della rivoluzione e dei popoli, per dimostrare che la teoria di Marx, Engels, Lenin e Stalin resta sempre giovane, sicura bussola che ci guida verso le future vittorie.

Aprile, 1978





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Antono Gramsci:Alcuni temi della quistione meridionale

Come si legge in 2000 pagine, cit., il manoscritto andò smarrito nei giorni dell'arresto di Gramsci e fu ritrovato da Camilla Ravera tra le carte che Gramsci abbandonò nell'abitazione di via Morgagni.
Il saggio fu pubblicato nel gennaio 1930 a Parigi nella rivista Stato Operaio, con una nota in cui è detto: «Lo scritto non è completo e probabilmente sarebbe stato ancora ritoccato dall'autore, qua e là. Lo riproduciamo senza alcuna correzione, come il migliore documento di un pensiero politico comunista, incomparabilmente profondo, forte, originale, ricco degli sviluppi piú ampi. ».




Questione elettorale borghese

Per un altro spunto (se ce ne fosse ancora bisogno) sulla questione elettorale borghese

Necessità di una preparazione ideologica di massa

di Antonio Gramsci , scritto nel maggio del 1925, pubblicato in Lo Stato operaio del marzo-aprile 1931. Introduzione al primo corso della scuola interna di partito




La legislazione comunista

Articolo apparso su L'Ordine nuovo anno II n.10 del 17 luglio 1920 a firma Caesar

Antonio Gramsci : Il Partito Comunista

Articolo non firmato, L’Ordine Nuovo, 4 settembre e 9 ottobre 1920.




Antonio Gramsci - Riformismo e lotta di classe

(l'Unità, 16 marzo 1926, anno 3, n. 64, articolo non firmato)




Antonio Gramsci : La funzione del riformismo in Italia

(l’Unità, 5 febbraio 1925, anno 2, n. 27, articolo non firmato)




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