☭    "Non è difficile essere rivoluzionari quando la rivoluzione è già scoppiata e divampa... È cosa molto più difficile - e molto più preziosa - sapere essere rivoluzionari quando non esistono ancora le condizioni per una lotta diretta, aperta, effettivamente di massa, effettivamente rivoluzionaria; saper propugnare gli interessi della rivoluzione (con la propaganda, con l'agitazione, con l'organizzazione) nelle istituzioni non rivoluzionare, sovente addirittura reazionarie, in un ambiente non rivoluzionario, fra una massa incapace di comprendere subito la necessità del metodo rivoluzionario di azione"     ☭    



Repressione e prigionieri rivoluzionari

Contro le regole dettate dal nemico il proletariato lotta secondo le proprie


Un salto qualitativo che produrrà quantità! ?


Dagli ambienti piú rappresentativi del movimento NO TAV giunge, nei fatti, una nuova ed avanguardistica parola d’ordine: rifiutare le imposizioni di Questura e PM, violarne i diktat!
Si tratta di un fatto senza precedenti per un movimento popolare e di una linea di condotta che sancisce senza mezzi termini il disconoscimento delle Autorità giudiziarie e di polizia in relazione alla lotta sacrosanta per la difesa del territorio, contro le speculazioni e le mafie.
Quasi la maggioranza degli ultimi provvedimenti giudiziari (obblighi di firma e arresti domiciliari ) comminati ad alcuni esponenti del movimento NO TAV, sono stati appositamente e sistematicamente violati dagli stessi attivisti oggetto delle sanzioni. Una linea di condotta che nell’ambito dell’ordinamento democratico borghese e delle leggi che lo regolamentano, determina scompiglio e smarrimento nelle menti di chi, come poliziotti e magistrati, é preposto al compito di reprimere e condannare chi si oppone ai diktat dei potenti di turno.
Il pubblico e praticato disconoscimento delle regole imposte dal sistema democratico borghese che determinano quello che é legale e quello che non lo é in relazione alle mobilitazioni popolari, alle manifestazioni e alla lotta politica, rappresenta una sorta di contrattacco politico del movimento nei confronti degli organi repressivi segnando un ulteriore passaggio ad un livello superiore della lotta sociale che i NO TAV conducono da ormai due decenni, un ulteriore esempio di lotta popolare che potrebbe aprire (secondo noi lo farà) un dibattito di piú elevato livello sulla legittimità popolare contrapposta alla legalità borghese e sulle complessive "regole del gioco".
Una linea avanguardistica che, nei fatti, sta producendo effetti positivi riduciendo a piú "pacati consigli" i magistrati inquisitori.
Nicoletta Dosio, nota attivista del movimento contro l’alta velocità si é sottratta, dichiarandolo apertamente, agli obblighi di firma ed in seguito addirittura agli arresti domiciliari prresso la sua abitazione iniziando un tour di conferenze in giro per l’Italia. I magistrati, ad oggi (05-10-2016) trascorso circa un mese dall’imposizione degli arresti, non hanno ancora nemmeno intrapreso l’atto dovuto, secondo i codici penali borghesi, della traduzione in carcere, cosa che invece hanno immediatamente attuato nei riguardi di persone con reati comuni e privi di mobilitazione popolare attorno a loro.
Questa é la dimostrazione che la solidarietà e la mobilitazione sono armi efficai e riescono a limitare, quando non addirittura a sconfiggere, qualsiasi paladino della giustizia borghese. Il fatto che all’interno del movimento NO TAV si inneschino dibattiti, discussioni accese ed anche spaccature sulle linee politiche ed i metodi di lotta del movimento contro l’alta velocità é da ritenersi un fatto positivo anche se esso potrebbe produrre ulteriori spaccature. Non si é mai visto, nella storia dei movimenti di lotta e nella lotta politica un omogeneo e monolitico modus operandi; come ben sappiamo, le grandi sollevazioni che hanno portato ai cambiamenti, sono state scritte con le lotte intestine che hanno scremato i movimenti dalle componenti piú arretrate conducendo quelle maggiormente avanzate all’innalzamento della loro coscienza politica e al rafforzamento della loro determinazione fino alla vittoria.

Redazione Aurora Proletaria









Antono Gramsci:Alcuni temi della quistione meridionale

Come si legge in 2000 pagine, cit., il manoscritto andò smarrito nei giorni dell'arresto di Gramsci e fu ritrovato da Camilla Ravera tra le carte che Gramsci abbandonò nell'abitazione di via Morgagni.
Il saggio fu pubblicato nel gennaio 1930 a Parigi nella rivista Stato Operaio, con una nota in cui è detto: «Lo scritto non è completo e probabilmente sarebbe stato ancora ritoccato dall'autore, qua e là. Lo riproduciamo senza alcuna correzione, come il migliore documento di un pensiero politico comunista, incomparabilmente profondo, forte, originale, ricco degli sviluppi piú ampi. ».




Questione elettorale borghese

Per un altro spunto (se ce ne fosse ancora bisogno) sulla questione elettorale borghese

Necessità di una preparazione ideologica di massa

di Antonio Gramsci , scritto nel maggio del 1925, pubblicato in Lo Stato operaio del marzo-aprile 1931. Introduzione al primo corso della scuola interna di partito




La legislazione comunista

Articolo apparso su L'Ordine nuovo anno II n.10 del 17 luglio 1920 a firma Caesar

Antonio Gramsci : Il Partito Comunista

Articolo non firmato, L’Ordine Nuovo, 4 settembre e 9 ottobre 1920.




Antonio Gramsci - Riformismo e lotta di classe

(l'Unità, 16 marzo 1926, anno 3, n. 64, articolo non firmato)




Antonio Gramsci : La funzione del riformismo in Italia

(l’Unità, 5 febbraio 1925, anno 2, n. 27, articolo non firmato)




Referendum sulla costituzione

Votare o non votare, è questo il problema?

Lettera di un operaio FIAT di Torino

" FCA, la fabbrica modello "

Elezioni borghesi: un espediente per simulare il consenso popolare!

Lo scorso 19 giugno, con i ballottaggi, si sono consumate le ennesime elezioni previste dal sistema democratico borghese. Si trattava di elezioni amministrative ma di alto significato politico nazionale.