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Guerra di Classe

La propaganda rivoluzionaria clandestina fa ancora paura ai nemici di classe


Alcuni compagni, forse sfiduciati, delusi, disillusi o semplicemente passati al riformismo mascherato, obbiettano sull'efficacia della propaganda rivoluzionaria tra gli operai delle grandi fabbriche;questi compagni non riescono o non vogliono comprendere il ruolo strategico esclusivo della classe operaia, ruolo che al contrario, i padroni comprendono perfettamente allarmandosi ogni qual volta volantini o pubblicazioni comuniste rivoluzionarie riescono a penetrare nelle loro aziende raggiungendo le centinaia di operai ancora inseriti nel ciclo produttivo. Il documento che segue, nel quale abbiamo inserito alcune immagini di una rivista in esso citata, dimostra che i nemici della rivoluzione hanno ancora ben presente quali siano i rischi dell'organizzazione rivoluzionaria di classe ponendo l'attenzione proprio su uno degli strumenti di maggiore efficacia che i comunisti rivoluzionari hanno a disposizione per orientare la classe.



Rapporto su eversione, anarchia insurrezionale e forme di antagonismo sociale by Icsa giovedì, Giu 16, 2016 


(…) ANTAGONISMO ED EVERSIONE DI MATRICE MARXISTA-LENINISTA

Passando ad un esame più dettagliato della situazione attuale, le formazioni d’ispirazione marxista-leninista-maoista non evidenziano una consistente attività operativa. Si rilevano alcuni tentativi di riproporre temi relativi alla lotta di classe, facendo leva sulla perdurante crisi economica e sulle politiche governative. La diffusa percezione di un difetto di rappresentanza politica degli interessi del mondo del lavoro e la valutazione di inadeguatezza ed inefficacia delle organizzazioni sindacali sono i temi più ricorrenti nelle attività di propaganda.
Nei giorni 12, 13 e 14 settembre 2014, a Cervarese Santa Croce (PD), si è svolta la Seconda edizione della Festa di RadiAzione, cui hanno partecipato militanti marxisti-leninisti, ex detenuti aderenti al Partito Comunista Politico-Militare PCP-M, anarchici veneti e attivisti d’area provenienti da altre regioni. L’iniziativa è stata occasione di confronto tra le diverse realtà dell’antagonismo di classe ed il dibattito ha toccato aspetti relativi al contrasto ai sistemi di controllo e repressione, l’attività di controinformazione e propaganda via Internet. nonché questioni socio-politiche internazionali ed interne.
Il volantino propagandistico denominato “Il Sol dell’avvenire – Foglio periodico rivoluzionario” costituisce il più rilevante prodotto di elaborazione ideologica dell’area. Si segnalano:
1. “n. 0 settembre 2014”, rinvenuto il 10 settembre 2014 presso lo stabilimento “Fiat Chrysler Automobiles FCA”, di Miratori;
2. “n. 1 ottobre 2014”, acquisito dalla pagina facebook del sodalizio Riscossa Proletaria per il Comunismo;
3. “n. 2 novembre 2014”, diffuso sulla pagina facebook del sodalizio Riscossa Proletaria per il Comunismo.

Il numero 0 riporta nella prima pagina un estratto del “Programma militare della rivoluzione proletaria” di Lenin, in cui si sostiene che «una classe oppressa che non cercasse di imparare a maneggiare le armi, meriterebbe di essere trattata da schiava (…) la nostra parola d’ordine deve essere: armare il proletariato per vincere, espropriare e disarmare la borghesia …»

Gli autori del documento:

invitano a sviluppare analisi, spunti e riflessioni sulla crisi generale del sistema capitalistico e su quella del movimento comunista italiano, che «devono servire ai comunisti rivoluzionari per riprendere nelle loro mani il bandolo del filo rosso che, per una causa o per un’altra, ci era scivolato dalle dita …»;
evidenziano la necessità di «intervenire soggettivamente, tempestivamente e guidati da una giusta concezione della situazione e dei suoi possibili sviluppi», per non lasciare «spazio alla reazione». In tale contesto, un «dibattito costruttivo tra le varie componenti è una premessa fondamentale per l’unità»;
rievocano le progettualità delle “organizzazioni comuniste combattenti, in primo luogo le Brigate Rosse” che «hanno condotto un processo che pure ha visto una vasta partecipazione – in diversa misura e forma – di operai, lavoratori, studenti ed elementi delle masse popolari alla lotta contro i padroni, il loro Stato e le loro strutture repressive»;
evidenziano la necessità di affrontare la “questione centrale”, considerata un aspetto cruciale della ricostruzione del partito comunista e della crisi di quelle organizzazioni combattenti. In particolare, ritengono «la questione del partito e cioè dell’organizzazione della classe operaia e del proletariato (…) una questione strategica di massima importanza»;
concludono sostenendo come, insieme al tema della costruzione dell’organizzazione comunista, debba essere affrontata anche «la questione militare, la questione della violenza politica che così agevolmente la borghesia, tramite i loro sgherri, pratica nelle strade e nelle piazze delle nostre città», affermando che per «condurre vittoriosamente la lotta politica rivoluzionaria e abbattere lo stato di cose presente» l’argomento militare e quello politico devono essere considerati «strettamente connessi».

La pubblicazione lascia emergere un tentativo di riavviare il dibattito sulla costruzione di un’organizzazione comunista armata, nella prospettiva di riunire la «miriade di organismi e gruppi che si dichiarano comunisti» intorno ad un progetto comune di rivoluzione proletaria. Evidenzia inoltre come la discussione sul ruolo politico del partito debba estendersi anche alla funzione militare che sarebbe di fondamentale importanza per la lotta rivoluzionaria.
Il numero 1 della pubblicazione ribadisce la necessità della costruzione del Partito rivoluzionario quale organo di direzione dello scontro armato per la conquista del potere da parte della classe operaia e delle masse. Il procedere della crisi del sistema capitalista e la progressiva perdita di tutele sociali e dei diritti dei lavoratori spingerebbe le masse verso maggiori livelli di protesta. Tali tendenze verrebbero contenute da una sempre maggiore militarizzazione della società da parte dello Stato/sistema, in un’ottica di “guerra” della borghesia contro le masse. Il Partito avrebbe pertanto un ruolo strategico nel raccogliere le forze, prepararle e dirigerle nell’«attacco, anche militare», quale occasione storica per un ribaltamento dei rapporti di forza a favore del campo rivoluzionario. Ancora in riferimento alla centralità del Partito e all’organizzazione della classe operaia e delle lotte, vengono ripresi articoli stampa relativi all’occupazioni di fabbriche verificatesi nel periodo 1920-1921 e risalenti a tale epoca, con lo scopo di valorizzare quell’esperienza di lotta il cui successo viene ricondotto, tra l’altro, all’efficace ruolo di direzione da parte di dirigenti comunisti, che portò alla fondazione, nel 1921, del Partito Comunista Italiano.
Il numero 2 propone un parallelismo tra un brano di Antonio Gramsci, estrapolato dal periodico “L’ordine nuovo” del 15 luglio 1921, e l’attuale contesto politico sociale, connotato da «… un Presidente del Consiglio dei Ministri non eletto dal popolo, al pari di Mussolini» che «mette mani alla Costituzione nata dalla Resistenza antifascista e allo statuto dei lavoratori». Traspare l’intento di rilanciare le posizioni espresse da Lenin, secondo il quale «per abbattere la borghesia sarebbe necessario abbattere prima i suoi servi», ovvero «politici, forze dell’ordine ed il nuovo squadrismo crescente».
Anche se nella fase attuale non si registrano segnali di una ripresa di attività connesse a forme riorganizzative di matrice marxista-leninista-maoista, è verosimile ritenere che sulle questioni trattate dalle pubblicazioni esaminate possa riproporsi, tra i militanti d’area, un confronto sulle tematiche “rivoluzionarie”che prevedono il ricorso alla lotta armata.
Interventi propagandistici a favore della lotta armata vengono divulgati anche da organismi internazionali attivi nella solidarietà ai “prigionieri politici”, come il circuito SRI/Soccorso Rosso Internazionale, che ha più volte ospitato comunicati degli esponenti (molti dei quali ritornati in libertà) del PC P-M/Partito Comunista Politico Militare,gruppo erede di una corrente minoritaria delle Br storiche, dotato di armi e di concrete progettualità eversive, smantellato nel 2007 dalle indagini della Polizia di Stato. Il “carcerario” rimane infatti una delle tematiche maggiormente capaci di aggregare le diverse componenti dell’antagonismo, in chiave più marcatamente eversiva.
Le attività di controinformazione sono incentrate sull’asserito ruolo di controrivoluzione preventiva svolto dalla Magistratura, la cui attività mirerebbe ad annientare, sin dal primo manifestarsi, ogni espressione di lotta o di protesta che si contrappone alle politiche dell’Esecutivo. In tale quadro viene osteggiato il ricorso ai reati associativi, all’applicazione di misure cautelari particolarmente afflittive con l’aggravante della «finalità per terrorismo» a sanzioni amministrative pecuniarie molto elevate nei confronti dei contestatori. Si evidenzia un progressivo interesse alle tematiche repressione-carcerario anche da parte dei movimenti attivi nella difesa del territorio e dei beni comuni, nel cui ambito le espressioni radicali rappresentano una minoranza. (...)




Un contadino nella metropoli - Prospero Gallinari


Un libro che affronta la storia delle Brigate Rosse al di fuori degli schemi di comodo e delle menzogne propagandistiche che caratterizzano la stragrande maggioranza delle pubblicazioni italiane in merito. Il merito di Prospero sta tutto nella capacità di parlare con schiettezza ed onestà di un argomento tuttora tabú: l’internità della lotta armata rispetto al movimento che attraversó l’Italia - e non solo - fra gli anni 60 e 80 del secolo scorso. In altre parole, l’aver portato alle estreme conseguenze quella "rottura del monopolio statale della violenza" che costituí la caratteristica principale dei movimenti rivoluzionari.
Gallinari ricorda che la realtà della fabbrica e quella del Vietnam rendevano estremamente credibile un progetto guerrigliero nel cuore della metropoli imperialista.

É possibile consultare il libro nella versione PDF cliccando qui























Necessità di una preparazione ideologica di massa

di Antonio Gramsci , scritto nel maggio del 1925, pubblicato in Lo Stato operaio del marzo-aprile 1931. Introduzione al primo corso della scuola interna di partito

La legislazione comunista

Articolo apparso su L'Ordine nuovo anno II n.10 del 17 luglio 1920 a firma Caesar

Antonio Gramsci : Il Partito Comunista

Articolo non firmato, L’Ordine Nuovo, 4 settembre e 9 ottobre 1920.

Antonio Gramsci - Riformismo e lotta di classe

(l'Unità, 16 marzo 1926, anno 3, n. 64, articolo non firmato)

Antonio Gramsci : La funzione del riformismo in Italia

(l’Unità, 5 febbraio 1925, anno 2, n. 27, articolo non firmato)

Referendum sulla costituzione

Votare o non votare, è questo il problema?

Lettera di un operaio FIAT di Torino

" FCA, la fabbrica modello "

Elezioni borghesi: un espediente per simulare il consenso popolare!

Lo scorso 19 giugno, con i ballottaggi, si sono consumate le ennesime elezioni previste dal sistema democratico borghese. Si trattava di elezioni amministrative ma di alto significato politico nazionale.

Collettivo Aurora
La crisi del sistema capitalista e la ricostruzione del partito comunista in Italia

Un appello alla trasformazione dei rapporti tra i comunisti, per l’ unione delle forze e la rinascita del movimento comunista.