☭    rojava : Comunicato di solidarietà alle compagne e compagni di Torino.    ☭    Nuova sezione : Stampa Clandestina    ☭    I DIS/SOLUZIONISTI    ☭    Andrej Fursov "Stalin venne lasciato morire"    ☭    Secours Rouge - Vittoria dei prigionieri bulgari    ☭    Stalin è più attuale che mai!     ☭    PROLETARI DI TUTTI I PAESI UNITI CONTRO SFRUTTAMENTO, RAZZISMO, IMPERIALISMO    ☭    A fianco degli antifascisti arrestati e del proletariato in lotta!    ☭    Con la resistenza di Afrin    ☭    Contro l'antifascismo di facciata e padronale    ☭    Campagna di sostegno ai quattro lavoratori SAFIM licenziati per rappresaglia!    ☭    CONTRO I LADRONI DEL G7 ! UNITA' INTERNAZIONALISTA DELLA CLASSE OPERAIA    ☭    Corea democratica, Paese sovrano che resiste    ☭    La cocaina della Chiquita e gli squadroni della morte sionisti    ☭    La democrazia è la dittatura della borghesia!    ☭    PT-SRI (Proletari Torinesi per il Soccorso Rosso Internazionale)    ☭    Reggio Emilia 1960    ☭    Enver Hoxha : L'eurocomunismo è anticomunismo    ☭    TUTTO IL POTERE AI SOVIET!    ☭    Germania : Condizioni detentive e rappresaglie contro i prigionieri imputati dell’art. 129 b    ☭    Gli USA tramano apertamente contro il Venezuela    ☭    Chi c’è dietro il colpo di Stato contro il Venezuela?    ☭    Lenin : Stato e Rivoluzione    ☭    Il ruolo fondamentale di Stalin nell’Ottobre Rosso    ☭    Solzhenitsyn ai raggi X - Anatomia di un mito anticomunista    ☭    Estendere la solidarietà proletaria    ☭    Siria: un altro punto di vista    ☭    Antonio Gramsci - Riformismo e lotta di classe    ☭    Come gli USA attaccano i governi di sinistra latinoamericani    ☭    Stalin: Trotzkismo o Leninismo?    ☭    Gli agenti della CIA catturati ad Aleppo    ☭    Contratto METALMECCANICI un'altro colpo alla dignità dei lavoratori    ☭    Il macabro gioco delle fosse comuni: il Caso di Kirov. Prove tecniche di rinnovato anti-sovietismo?    ☭    Mosul, le forze sciite irachene sventano le trame di wahhabiti, Stati Uniti e Turchia    ☭    Antonio Gramsci : La funzione del riformismo in Italia    ☭    La battaglia di Mosul, l’inganno di Washington e Ankara    ☭    Sviluppi politici nel Kurdistan Occidentale (Kurdistana Rojava)    ☭    Solidarietà rivoluzionaria con il ROJAVA    ☭    REFERENDUM SULLA COSTITUZIONE     ☭    Rafforzare ed estendere resistenza    ☭    C’ é ancora chi lotta contro il modello Marchionne    ☭    Elezioni borghesi: un espediente per simulare il consenso popolare!    ☭    Collettivo Aurora - La crisi del sistema capitalista e la ricostruzione del partito comunista in Italia!    ☭    



Proletari Torinesi - sri
Rojava

COMUNICATO UFFICIALE di diversi COMBATTENTI INTERNAZIONALI YPG


All’attenzione di tutti ed in particolare della redazione di Rolling Stone U.S.A., del giornalista Seth Harp e dei lettori interessati ad avere un’informazione completa e veritiera COMUNICATO UFFICIALE di diversi COMBATTENTI INTERNAZIONALI YPG In merito all’articolo apparso su Rolling Stones USA del 10 luglio 2018.

Noi, combattenti YPG di varie nazioni, che hanno militato nel battaglione internazionale durante il comando di Karim Franceschi (Tabûra Enternasyonal – denominato Antifa Tabûra prima del 13 giugno 2017)
Ci troviamo costretti dopo una serie di inesattezze e menzogne a dover fare chiarezza. Siamo certi che il giornalista e la redazione fossero nelle migliori intenzioni ma che siano stati traviati in taluni passaggi da specifiche dichiarazioni mendace o parziali volte ad evocare scenari differenti dalla realtà.
Gli attuali membri del battaglione hanno già espresso le loro rimostranze nel comunicato ufficiale del Tabûra Enternasyonal datato 21 luglio 2018. (Link a piè di pagina) Cogliamo l’occasione per approfondire e portare a rilievo alcuni punti fondamentali essendo stati presenti all’epoca dei fatti.

1. “The battle ended in October, and it was November by the time I got through to Franceschi’s phone. He was at a hospital in Rome, awaiting the first in a series of surgeries. The platoon, he told me, had disbanded after the battle and dispersed to eight different nations”

Questa dichiarazione di Franceschi risulta falsa e lascia intendere che il battaglione non è più esistito una volta che lui medesimo è tornato in Italia
Il battaglione non è mai stato sciolto, ha continuato ad esistere fino ai giorni d’oggi, il comando è stato assegnato ad un altro combattente che tutt’ora lo guida, già parte dello stesso battaglione, con la piena consapevolezza di Franceschi e l’autorizzazione verificata degli alti comandi delle YPG stesse.
Ha continuato a mantenere medesimo nome, a cui si è aggiunto poi, il riferimento Sehid Kendal Breizh, quando nel mese di febbraio uno dei suoi combattenti è caduto nella campagna di resistenza ad Afrin, divenendo “Battaglione Internazionale – Sehid Kendal Breizh”

Tale dichiarazione di Franceschi oltre a costituire falsità risulta gravemente irrispettosa se si considera che il battaglione è intitolato ad un suo martire. Dichiararne lo scioglimento , oltre a non corrispondere al vero, lede la memoria del caduto stesso.

2. “I tracked them down one by one. Some were recovering from wounds, some had been arrested, some had gone off the grid in places like Thailand, but I managed to interview all but one of the 12 core members.”
Sono stati omessi combattenti chiave del battaglione internazionale; evocando un fantomatico numero 12 che non corrisponde alla realtà ne se si effettua una lista di combattenti considerandone l’anzianità di permanenza nel battaglione, ne il numero di operazioni a cui si è preso parte ne altri indicatori di senso.
Ad esempio ci sono combattenti intervistati definiti “core members” che hanno preso parte a 2/3 operazioni e altri omessi che ne hanno effettuate 20 o più.

Nel rispetto dei fatti e della dignità di ognuno, di coloro che hanno combattuto con dedizione ed impegno, determinando la nascita del battaglione così come le sue campagne fondamentali, ribadiamo la totale inconsistenza di tale riferimento.

Ci auguriamo che ciò sia stata una “svista” e non un’intenzionale alterazione della realtà da parte di qualcuno. In tal caso l’omissione voluta al giornalista di membri del battaglione nonché della sua intera composizione risulterebbe calunniosa. 3. “…had just kicked out three Italian anarchists, friends of his, who didn’t want to submit to military discipline. “They acted like they were living in a squat house,” Franceschi says. “They were calling me authoritarian. They wanted democracy. I told them to go and do civilian work.”

Ricordiamo che sono stati redatti diversi rapporti negativi sull’operato disciplinare di Franceschi ed i suoi comportamenti disfunzionali al ruolo, i quali, insieme a diverse altre valutazioni, hanno spinto le YPG a prendere provvedimenti.
Nella fattispecie l’accademia internazionale delle YPG ha criticato fortemente la gestione di comando del battaglione che è risultata, alla riprova dei fatti, non unitaria, conflittuale e certamente poco in linea con lo spirito delle realtà rivoluzionarie guerrigliere. Non a caso diversi membri si sono trovati costretti a cambiare battaglione e per diverso tempo non sono più stati inviati volontari dall’accademia al battaglione stesso.

Il comando oltre ad aver “perso innumerevoli pezzi” tra cui tutti i fondatori è stato spesso fautore di contrasti, motivo di conflitto e fomentatore di frustrazione contrariamente al suo ruolo che prevede abilità volte allo spirito di unità, appianamento delle divergenze e guida.
Lasciando in nessuna occasione spazio alla critica e al miglioramento come invece previsto rigorosamente dai Tekmil delle YPG, quasi sempre evitati, sabotati o interrotti dal comando; bollando ogni tentativo di individuare e risolvere problematiche utili al battaglione come “fastidio”.

Tutto questo ha portato l’accademia internazionale delle YPG ha ritenere Karim Franceschi NON benvenuto e a vietarne qualsivoglia accesso militare al Rojava, questi sono i fatti che siamo stati ufficialmente autorizzati a dichiarare.

Questa dichiarazione è stata condivisa nel contenuto e firmata da combattenti che hanno militato nel battaglione internazionale nel 2017 - FIRME

Azadi Pachino (ITA)
Arges Ararat (USA)
Botan Sandokan (ITA)
Dilsoz arin (ITA)
Ciwan Puig (Catalunya)
Berxwedan roj (ITA)
Ciya Azadi (euskal herria)
Ulisse Zerde?t (ITA)
Firat Agiri (FRA)
Cekdar agir (ITA)
Cilo Zagros (FRA)
Alan Merdin (USA) Gabat Tolhidan (CAN)

In condivisione d’intenti e solidarietà è stata controfirmata da ulteriori combattenti YPG - FIRME

Rezwan Mikael (ITA)
Lorenzo Tekoser (ITA)
Agit Ava?in (U.K.)
Gabar Carlo (ITA)

Ezel Alcu (Ceylan) - Attivista curda

Link: https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=2114083348804550&id=1945571782322375



Link Utili

Elenco Articoli
della pagina
Proletari Torinesi - sri

Elenco Articoli
della sottosezione
Rojava






PARTITI DISORGANICI E PARTITO OPERAIO INDIPENDENTE

riceviamo e pubblichiamo il contributo di Scintilla al dibattito sul partito
redazione aurora proletaria

Questione elettorale borghese

Per un altro spunto (se ce ne fosse ancora bisogno) sulla questione elettorale borghese

Necessità di una preparazione ideologica di massa

di Antonio Gramsci , scritto nel maggio del 1925, pubblicato in Lo Stato operaio del marzo-aprile 1931. Introduzione al primo corso della scuola interna di partito




La legislazione comunista

Articolo apparso su L'Ordine nuovo anno II n.10 del 17 luglio 1920 a firma Caesar

Antonio Gramsci : Il Partito Comunista

Articolo non firmato, L’Ordine Nuovo, 4 settembre e 9 ottobre 1920.




Antonio Gramsci - Riformismo e lotta di classe

(l'Unità, 16 marzo 1926, anno 3, n. 64, articolo non firmato)




Antonio Gramsci : La funzione del riformismo in Italia

(l’Unità, 5 febbraio 1925, anno 2, n. 27, articolo non firmato)




Referendum sulla costituzione

Votare o non votare, è questo il problema?

Lettera di un operaio FIAT di Torino

" FCA, la fabbrica modello "

Elezioni borghesi: un espediente per simulare il consenso popolare!

Lo scorso 19 giugno, con i ballottaggi, si sono consumate le ennesime elezioni previste dal sistema democratico borghese. Si trattava di elezioni amministrative ma di alto significato politico nazionale.

Collettivo Aurora
La crisi del sistema capitalista e la ricostruzione del partito comunista in Italia

Un appello alla trasformazione dei rapporti tra i comunisti, per l’ unione delle forze e la rinascita del movimento comunista.