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Proletari Torinesi - sri

Solidarietà ai cinque operai FCA licenziati e disprezzo per la magistratura borghese!


La corte di cassazione ha ribaltato la sentenza con la quale FCA è stata costretta a reintegrare i 5 operai licenziati in seguito alla manifestazione contro Marchionne il cui manichino veniva appeso per il collo con una corda. La messa in scena del manichino ritraente il porco Marchionne veniva attuata dagli operai in seguito al suicidio di un operaia FCA licenziata. I cinque operai, tutti iscritti al SiCobas, rappresentano la parte più combattiva all'interno degli stabilimenti FCA di Pomigliano, stabilimento a rischio chiusura (quasi tutti gli operai verranno messi in cassa integrazione entro la fine del mese di giugno) malgrado le bugie di Marchionne sul fantomatico piano industriale presentato poco tempo fa a Balocco. Marchionne, come dimostra la sentenza della cassazione emanata dai servi in toga della borghesia che ha disposto il licenziamento, possiede davvero il suo piano industriale: sbarazzarsi degli operai combattivi e scomodi per sbarazzarsi poi di tutti gli altri e chiudere gli stabilimenti in Italia. Certo, per raggiungere l'obbiettivo, FCA deve fare i conti con una serie di “intralci” relativi ai diritti conquistati con le lotte che ancora restano dopo l'ulteriorre sfoltita di questi ultimi tempi. Infatti, sono stati riaperti i reparti confino nei quali vengono deportati tutti i lavoratori politicamente scomodi all'azienda oppure quelli non più fisicamente capaci di sostenere i ritmi di sfruttamento e che per varie motivazioni non possono essere licenziati. Da Pomigliano a Mirafiori FCA ha dato il via al più pesante attacco ai lavoratori dal 1980. Le dichiarazioni trionfali dei sindacati filopadronali, dei vari politici di centrosinistra e centrodestra dopo che FCA aveva annunciato i 20 miliardi d'investimenti, non hanno retto il confronto con la realtà! Accolto con entusiasmo a Torino come uomo del cambiamento, come l'industriale progressista, Marchionne in questi anni di sua gestione è riuscito a chiudere lo stabilimento di Termini Imerese in Sicilia e dell' Iribus in Campania e mettere in cassa integrazione migliaia di lavoratori. Mentre gli Elkann ed il resto degli azionisti insieme a tutta confindustria, si complimentano dell'operato, continua la destrutturazione di Mirafiori e gli operai, da un anno a questa parte, vengono chiamati a lavorare soltanto 3 giorni al mese. Ed è nel contesto della guerra che Marchionne ha scatenato contro i lavoratori FCA, che gli operai sono vittime di mobbing e molti di loro accusano disturbi dovuti dallo stress da lavoro, da non lavoro e dai trattamenti umilianti che ogni giorno devono subire. Alcune di queste patologie si trasformano in patologie psicofisiche importanti che i cosiddetti “dottori della medicina del lavoro” con il supporto di specialisti psicologi e/o psichiatri, curano elargendo farmaci antidolorifici e antidepressivi a pioggia cercando di quietare gli animi degli operai ed annullare eventuali volontà di ribellione. A questi interventi farmacologici si aggiunge il demansionamento e il loro trasferimento emarginandoli in reparti differenziati, in reparti confino, allo scopo di assestare loro il “colpo di grazia”. Non esiste alcun piano industriale? Certo che esiste e consiste nella chiusura degli stabilimenti passando per l'eliminazione, con ogni mezzo, compreso la “guerra farmacologica”, dei 2080 esuberi ufficialmente dichiarati dalla stessa FCA. Questo è il quadro generale nel quale hanno condotto la loro battaglia i cinque operai di Pomigliano. Le difficilissime condizioni in cui si sono dovuti muovere, attribuiscono a questi lavoratori il merito di averci fatto comprendere che, malgrado le condizioni non lo permettano, è necessario alzare la testa, organizzarsi e lottare. Ma, nello stesso tempo, l'esito definitivo della battaglia legale (non ci lascia assolutamente stupiti, anzi, acuisce la nostra rabbia e la nostra determinazione) dimostra quanto sia illusorio confidare sul carattere democratico dell'ordinamento giuridico borghese. Accettare di combattere con le regole imposte dal nemico non può che produrre sconfitte ed ulteriore scoramento tra le file del movimento rivoluzionario, lo dimostrano le passate sentenze dei tribunali, sia per quel che riguarda il lavoro, sia per ciò che concerne le lotte sociali. E' nel quadro della legalità borghese che si consumano le peggiori atrocità contro i compagni ed i lavoratori combattivi.
Rendiamo quindi onore ai 5 operai di Pomigliano per il loro coraggio e la loro determinazione e ad essi vatutta la nostra solidarietà.
Dobbiamo prendere coscienza della nostra forza, coordinare e sostenere le piccole e grandi battaglie, creando l'autorganizzazione, che è la base delle unioni nelle nostre lotte di tutta la classe e che se ne infischi delle regole e della legalità borghesi ma adotti un principio di inlegale legittimità proletaria. Per questo occorre praticare anche forme di lotta che, a differenza di quelle sindacali, danneggino realmente i padroni, ne sconvolgano i piani coinvolgendo con ogni mezzo necessario, gli operai ma anche tutto il proletariato.









PARTITI DISORGANICI E PARTITO OPERAIO INDIPENDENTE

riceviamo e pubblichiamo il contributo di Scintilla al dibattito sul partito
redazione aurora proletaria

Questione elettorale borghese

Per un altro spunto (se ce ne fosse ancora bisogno) sulla questione elettorale borghese

Necessità di una preparazione ideologica di massa

di Antonio Gramsci , scritto nel maggio del 1925, pubblicato in Lo Stato operaio del marzo-aprile 1931. Introduzione al primo corso della scuola interna di partito




La legislazione comunista

Articolo apparso su L'Ordine nuovo anno II n.10 del 17 luglio 1920 a firma Caesar

Antonio Gramsci : Il Partito Comunista

Articolo non firmato, L’Ordine Nuovo, 4 settembre e 9 ottobre 1920.




Antonio Gramsci - Riformismo e lotta di classe

(l'Unità, 16 marzo 1926, anno 3, n. 64, articolo non firmato)




Antonio Gramsci : La funzione del riformismo in Italia

(l’Unità, 5 febbraio 1925, anno 2, n. 27, articolo non firmato)




Referendum sulla costituzione

Votare o non votare, è questo il problema?

Lettera di un operaio FIAT di Torino

" FCA, la fabbrica modello "

Elezioni borghesi: un espediente per simulare il consenso popolare!

Lo scorso 19 giugno, con i ballottaggi, si sono consumate le ennesime elezioni previste dal sistema democratico borghese. Si trattava di elezioni amministrative ma di alto significato politico nazionale.

Collettivo Aurora
La crisi del sistema capitalista e la ricostruzione del partito comunista in Italia

Un appello alla trasformazione dei rapporti tra i comunisti, per l’ unione delle forze e la rinascita del movimento comunista.