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25 Aprile 2019


Anche quest'anno siamo qui a commemorare l'anniversario della liberazione dal nazifascismo, avvenuta al culmine della resistenza, durante la quale decine di migliaia di partigiani/e in ogni parte del nostro Paese diedero vita alla resistenza.

Ma non dimentichiamo che anche gli operai di quel periodo diedero un forte contributo alla sconfitta del regime fascista, con gli scioperi e i sabotaggi della produzione alla Fiat e non solo nel marzo del 1943; evolvendosi fino alle giornate di insurrezione dell'aprile 1945, con i combattimenti strada per strada, ecco questo ha rappresentato Torino è continua a rappresentare oggi, città culla della classe operaia e delle sue lotte.

Oggi i tempi sono cambiati, sono sotto gli occhi di tutti, le pesanti conseguenze della crisi economica e finanziaria in atto, che la borghesia vuole farci pagare, attraverso una guerra non dichiarata, sopprimendo i diritti fondamentali dei lavoratori e proletari, quindi di conseguenza il lavoro viene mercificato, assumendo sempre di più i caratteri di schiavismo.

Vengono depotenziati gli ambiti collettivi all'interno delle fabbriche ( vedi Mirafiori ), trasferendo le avanguardie in reparti confino, portando i lavoratori in una condizione di solitudine e abbandono.

Fino ad arrivare ai licenziamenti politici, cioè compagni che non accettano i ricatti padronali e di conseguenza sono colpiti dalle loro rappresaglie.

Oggi dobbiamo batterci contro questo processo criminale messa in atto dalla borghesia.

Questo si può fare, e lo dimostrano le lotte della logistica che risultano vincenti, ma hanno bisogno sempre e costantemente della nostra solidarietà, permettendo di sconfiggere questa condizione arretratezza e frammentazione in cui versa il movimento di classe...il nostro movimento!

L'esperienza ci insegna che dove arretra la classe operaia, avanza la mafia e il malaffare che consegna il paese al fascismo.

Quindi dove non arriva il padrone...ci sono loro...i fascisti.

La memoria dei nostri partigiani del passato, deve essere uno stimolo per continuare le lotte di oggi, anche quelle che quotidianamente attraversano i quartieri della nostra città; contro gli sfratti, l'odio e lo sfruttamento razziale, la difesa del nostro territorio e i nostri beni comuni.

Contro la repressione padronale che stiamo subendo, abbiamo il dovere di mobilitarci ogni volta la dove si sviluppano delle lotte, perché nessuno ci può impedire il diritto alla resistenza oggi come ieri!

Redazione Aurora Proletaria





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Questione elettorale borghese

Per un altro spunto (se ce ne fosse ancora bisogno) sulla questione elettorale borghese

Necessità di una preparazione ideologica di massa

di Antonio Gramsci , scritto nel maggio del 1925, pubblicato in Lo Stato operaio del marzo-aprile 1931. Introduzione al primo corso della scuola interna di partito




La legislazione comunista

Articolo apparso su L'Ordine nuovo anno II n.10 del 17 luglio 1920 a firma Caesar

Antonio Gramsci : Il Partito Comunista

Articolo non firmato, L’Ordine Nuovo, 4 settembre e 9 ottobre 1920.




Antonio Gramsci - Riformismo e lotta di classe

(l'Unità, 16 marzo 1926, anno 3, n. 64, articolo non firmato)




Antonio Gramsci : La funzione del riformismo in Italia

(l’Unità, 5 febbraio 1925, anno 2, n. 27, articolo non firmato)




Referendum sulla costituzione

Votare o non votare, è questo il problema?

Lettera di un operaio FIAT di Torino

" FCA, la fabbrica modello "

Elezioni borghesi: un espediente per simulare il consenso popolare!

Lo scorso 19 giugno, con i ballottaggi, si sono consumate le ennesime elezioni previste dal sistema democratico borghese. Si trattava di elezioni amministrative ma di alto significato politico nazionale.