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Iosif Vissarionovic Dzugasvili
Stalin

« Il carattere internazionale della Rivoluzione d'Ottobre »


Abbozzo dell'articolo : Il carattere internazionale della rivoluzione d'ottobre – Stalin Opere complete vol.10 pag. 180-183.


La Rivoluzione d'Ottobre non è soltanto una rivoluzione « nel quadro nazionale », ma è innanzitutto una rivoluzione di ordine internazionale, mondiale, perchè segna, nella storia universale del genere umano, una svolta radicale dal vecchio al nuovo.
Nel passato le rivoluzioni terminavano di solito con la sostituzione al timone dello stato di un gruppo di sfruttatori con un altro gruppo di sfruttatori. Gli sfruttatori cambiavano, lo sfruttamento restava. Così fu al tempo delle rivoluzioni degli schiavi, dei servi della gleba, delle rivoluzioni della borghesia commerciale e industriale. La Rivoluzione d'Ottobre si distingue da queste rivoluzioni in linea di principio. Essa si propone non già di sostituire una forma di sfruttamento con un'altra forma di sfruttamento, un gruppo di sfruttatori con un altro gruppo di sfruttatori, bensì di sopprimere ogni sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo, di abbattere tutti i gruppi di sfruttatori.
Di instaurare la dittatura del proletariato, che è la classe più rivoluzionaria e più organizzata di tutte le classi sfruttate.
Appunto perciò la vittoria della Rivoluzione d'Ottobre segna una svolta radicale nell'economia e nella politica, nella vita, nei costumi, nelle usanze e nelle tradizioni, nella cultura e in tutta la ideologia delle masse sfruttate di tutto il mondo.
E' in questa la radice della grandissima simpatia che le masse sfruttate di tutti i paesi nutrono per la Rivoluzione d'Ottobre, in cui vedono l'arra della loro liberazione.
Quattro caratteristiche fondamentali.
1) Centri dell'imperialismo(metropoli). L'Ottobre come svolta, nei paesi più progrediti, dal dominio del capitalismo al comunismo. Da noi si dice spesso che la Rivoluzione d'Ottobre ha rotto il fronte imperialistico mondiale. Ma che cosa significa? Significa che essa ha iniziato l'era delle rivoluzioni proletarie e della dittatura del proletariato.
Prima il punto di partenza era la Rivoluzione francese del XVIII secolo; se ne sfruttavano le tradizioni e se ne diffondevano gli ordinamenti.
Oggi il punto di partenza è la Rivoluzione d'Ottobre.
Prima la Francia.
Ora l'URSS.
Prima lo spauracchio di tutta la borghesia era il «giacobino».
Ora lo spauracchio della borghesia è il bolscevico.
L'era dei «semplici» rivoluzionari borghesi, in cui il proletariato era solo la forza d'urto e gli sfruttatori godevano i frutti della rivoluzione, è passata.
E' sopravvenuta l'era delle rivoluzioni proletarie nei paesi capitalistici.
2) Periferia dell'imperialismo. L'ottobre ha aperto l'era delle rivoluzioni liberatrici nelle colonie e nei paesi dipendenti.
Il proletariato non può liberare se stesso senza liberare i popoli oppressi dall'imperialismo. Fronte unico delle rivoluzioni proletarie nelle metropoli e delle rivoluzioni coloniali nei paesi dipendenti.
L'era del tranquillo sfruttamento delle colonie e dei paesi dipendenti è passata. E' incominciata l'era delle rivoluzioni liberatrici nelle colonie, l'era del risveglio del proletariato di questi paesi, l'era della sua egemonia.
3) Centri e periferia assieme. L'Ottobre ha quindi inferto all'imperialismo mondiale un colpo mortale dal quale non si riprenderà mai. L'imperialismo non ritroverà più l' «equilibrio» e la «stabilità» che aveva prima dell'Ottobre. L'era della «stabilità» del capitalismo è tramontata.
E' incominciata l'era della decadenza del capitalismo.
4) L'Ottobre segna la vittoria ideologica del comunismo sul socialdemocratismo, del marxismo sul riformismo.
Nel passato, prima della vittoria della dittatura del proletariato nell'URSS, i socialdemocratici e i riformisti potevano pavoneggiarsi, dreappeggiati nella bandiera del marxismo, civettare con Marx ed Engels ecc.,poichè ciò non era pericoloso per la borghesia e non si sapeva ancora a che cosa poteva portare la vittoria del marxismo.
Oggi, dopo la vittoria della dittatura del proletariato nell'URSS, quando tutti hanno capito dove porta il marxismo e che cosa può significare la sua vittoria, i socialdemocratici e i riformisti, resisi conto del pericolo che rappresenta per la borghesia questo pavoneggiarsi e civettare con il marxismo, hanno preferito staccarsi dal marxismo.
Ormai il comunismo è diventato l'unico asilo e baluardo del marxismo.
Ormai lo spirito del marxismo abbandona la socialdemocrazia, poiché la socialdemocrazia ancor prima ha abbandonato il marxismo.
Dal tempo della vittoria della Rivoluzione d'Ottobre marxisti possono essere soltanto coloro che appoggiano risolutamente e incondizionatamente la prima dittatura proletaria del mondo. Che cosa significa appoggiare la prima dittatura proletaria del mondo?
Significa assumere una posizione di lotta aperta contro la propria borghesia. I socialdemocratici, però, poiché non vogliono combattere la propria borghesia e preferiscono adattarsi ad essa, assumeranno naturalmente una posizione di lotta contro la prima dittatura proletaria del mondo, saranno favorevoli alla restaurazione nell'URSS del capitalismo. E questo è il tramonto della socialdemocrazia.
L'Ottobre ha aperto l'era del trionfo del comunismo mondiale, che è l'era del tramonto della socialdemocrazia, del suo aperto passaggio nel campo della borghesia.
L'Ottobre è la vittoria del marxismo nell'ideologia.

Ottobre 1927





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