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Iosif Vissarionovic Dzugasvili
Stalin

Stalin : Evviva il 1° Maggio!


Da Stalin : Opere Complete , vol. 2 pag 238 - 243 - Aprile 1912
Redazione Aurora Proletaria


Compagni!
Fin dal secolo scorso gli operai di tutti i paesi decisero di festeggiare ogni anno questo giorno, il giorno del Primo Maggio. Questo avvenne nel 1889, anno in cui, al congresso dei socialisti di tutti i paesi, tenutosi a Parigi, gli operai decisero che proprio oggi, nel giorno del Primo Maggio, quando la natura si sveglia dal sonno invernale, i boschi e le montagne si rivestono di verde, i campi e i prati si ornano di fiori, i raggi del sole diventano più tiepidi, vibra nell'aria la gioia della rinascita e la natura si abbandona alla danza e al giubilo - essi decisero che proprio oggi si dichiarasse al mondo intero, ad alta voce e apertamente, che gli operai portano all'umanità la primavera e la liberazione dalle catene del capitalismo, che gli operai sono chiamati a rinnovare il mondo in nome della libertà e del socialismo.
Ogni classe ha le sue feste preferite. I nobili istituirono le loro feste, in cui proclamavano il loro "diritto'' di spogliare i contadini. I borghesi hanno le loro, in cui "giustificano'' il "diritto'' di sfruttare gli operai. Anche i preti hanno le loro feste, ed esaltano in esse gli ordinamenti estenti, per cui i lavoratori muoiono nella miseria e i fannulloni sguazzano nel lusso.
Anche gli operai devono avere la loro festa e in essa devono proclamare: lavoro per tutti, libertà per tutti, eguaglianza per tutti gli uomini. Questa è la festa del Primo Maggio.
Così decisero gli operai fin dal 1889.
Da allora il grido di lotta del socialismo operaio echeggia sempre più forte nei comizi e nelle dimostrazioni del Primo Maggio. Sempre più l'oceano del movimento operaio allarga le sue sponde, abbracciando nuovi paesi e stati, dall'Europa e dall'America all'Asia, all'Africa e all'Australia. L'associazione internazionale degli operai, un tempo debole, si è trasformata nel giro di pochi decenni in una grandiosa unione fraterna internazionale, che tiene regolarmente i suoi congressi e riunisce milioni di operai di tutte le parti del mondo. Il mare della collera proletaria si solleva in alte onde e sempre più minaccioso avanza sulle cittadelle vacillanti del capitalismo. Il recente grande sciopero dei minatori delle miniere di carbone in Inghilterra, Germania, Belgio, America, ecc., sciopero che ha fatto paura agli sfruttatori e ai re di tutto il mondo, è un chiaro indizio che la rivoluzione socialista non è lontana... "Noi non adoriamo il vitello d'oro''! Non abbiamo bisogno del regno dei borghesi e degli oppressori! Maledizione e morte al capitalismo, con i suoi orrori: la miseria e i massacri! Evviva il regno del lavoro, evviva il socialismo! Ecco che cosa proclamano oggi gli operai coscienti di tutti i paesi.
E sicuri della loro vittoria, calmi e forti, essi marciano fieri sulla via della terra promessa, del radioso socialismo e, passo a passo, realizzano il grande appello di Karl Marx: "Operai di tutti i paesi, unitevi!''.
Così festeggiano il Primo Maggio gli operai dei paesi liberi.
Gli operai russi, da quando hanno incominciato ad avere coscienza delle loro condizioni, non volendo rimanere indietro rispetto ai loro compagni, si sono sempre uniti al coro dei compagni stranieri, festeggiando con loro il Primo Maggio, ad ogni costo, nonostante le feroci repressioni del governo zarista. è vero che negli ultimi due-tre anni, nel periodo del baccanale controrivoluzionario, della disorganizzazione del partito, della depressione industriale e della mortale indifferenza politica fra le larghe masse, gli operai russi sono stati messi nell'impossibilità di festeggiare come prima la loro radiosa festa operaia. Ma la ripresa che negli ultimi tempi è incominciata nel paese, gli scioperi economici e le proteste politiche degli operai, perché almeno si riesamini la questione dei deputati socialdemocratici alla II Duma, il malcontento sorto fra larghi strati di contadini per la carestia che si è estesa a più di venti governatorati, le proteste di centinaia di migliaia di commessi di negozio contro il regime "rinnovato'' dei bisonti russi: tutto questo è una prova che la mortifera sonnolenza sta per sparire, lasciando il posto a una ripresa politica nel paese e innanzitutto fra il proletariato. Ecco perché gli operai possono e devono quest'anno tendere la mano ai loro compagni stranieri. Ecco perché essi devono, in questa o quella forma, festeggiare con loro il Primo Maggio.
Essi devono dire oggi insieme ai compagni dei paesi liberi, che non adorano e non adoreranno il vitello d'oro.
E devono inoltre aggiungere alle rivendicazioni generali degli operai di tutti i paesi la loro rivendicazione, la rivendicazione russa dell'abbattimento dello zarismo, dell'instaurazione della repubblica democratica.
"Le corone esecriam dei tiranni! - Le catene onoriam degli oppressi!''.
Abbasso lo zarismo grondante di sangue! Abbasso la proprietà terriera dei nobili! Abbasso la tirannide dei padroni nelle fabbriche, nelle officine, nelle miniere! La terra ai contadini! La giornata di otto ore agli operai! La repubblica democratica a tutti i cittadini della Russia!
Ecco che cosa devono inoltre proclamare oggi gli operai russi.
Mentono i liberali russi e strisciano ai piedi di Nicola l'Ultimo, affermando a se stessi e agli altri che lo zarismo si è rafforzato in Russia ed è capace di soddisfare i bisogni fondamentali del popolo.
Mentono i liberali russi e si comportano da farisei, cantando in tutti i toni che la rivoluzione è morta e che viviamo in un regime "rinnovato''. Guardatevi intorno: forse che la Russia martirizzata somiglia a un paese "rinnovato'', "ben organizzato''?
Invece di una costituzione democratica, il regime delle forche e del feroce arbitrio!
Invece del parlamento popolare, la Duma nera della nera nobiltà terriera!
Invece delle "basi intangibili della libertà civile'', invece della libertà di parola, di riunione, di stampa, di associazione e di sciopero, promesse già nel manifesto del 17 ottobre, la cappa di piombo dell'"arbitrio'' e delle "repressioni'', la soppressione dei giornali, la deportazione dei redattori, la distruzione dei sindacati, lo scioglimento delle riunioni!
Invece dell'inviolabilità della persona, percosse nelle carceri, insulti ai cittadini, repressione sanguinosa contro gli scioperanti delle miniere d'oro della Lena!
Invece del soddisfacimento dei bisogni dei contadini, una politica di ulteriore spoliazione delle masse contadine!
Invece di un'amministrazione statale ben regolata, furti nelle intendenze, furti nelle direzioni delle ferrovie, furti nell'amministrazione forestale, furti nel dipartimento marittimo!
Invece dell'ordine e della disciplina nel meccanismo governativo, falsi nei tribunali, ricatti e concussioni nella polizia investigativa, uccisioni e provocazioni nelle sezioni dell'Okhrana!
Invece della grandezza dello stato russo nel campo internazionale, vergognoso fallimento della "politica'' russa negli affari del Medio e dell'Estremo Oriente, carneficina e devastazione ai danni della Persia insanguinata!
Invece della tranquillità e prosperità dei cittadini, i suicidi nelle città e la carestia terribile che s'è abbattuta su 30 milioni di contadini nelle campagne! Invece del risanamento e della purificazione dei costumi, depravazione inaudita nei monasteri, in queste cittadelle della morale borghese! E a coronamento di questo quadro, la feroce sparatoria contro centinaia di lavoratori nelle miniere della Lena!...
I distruttori delle libertà conquistate, gli esaltatori delle forche e delle sparatorie, gli autori degli "arbìtri'' e delle "repressioni'', gli intendenti ladri, gli ingegneri ladri, i poliziotti predoni, gli sbirri assassini, i Rasputin depravati: eccoli i "rinnovatori'' della Russia!
E vi sono ancora al mondo individui che osano affermare che in Russia tutto va bene, che la rivoluzione è morta!
No, compagni, là dove milioni di contadini sono affamati e si spara sugli operai perché scioperano, là vivrà la rivoluzione, finché lo zarismo russo, questa vergogna dell'umanità, non sarà cancellato dalla faccia della terra. E noi dobbiamo dire oggi, nel giorno del Primo Maggio, in una forma o nell'altra, nei comizi, nelle feste collettive o nelle riunioni illegali - secondo l'opportunità - che giuriamo di lottare per l'abbattimento completo della monarchia zarista, che salutiamo l'imminente rivoluzione russa, liberatrice della Russia!
Tendiamo dunque la mano ai nostri compagni stranieri e proclamiamo insieme a loro:
Abbasso il capitalismo!
Evviva il socialismo!
Innalziamo la bandiera della rivoluzione russa e scriviamo su di essa:
Abbasso la monarchia zarista!
Evviva la repubblica democratica!
Compagni, noi festeggiamo oggi il Primo Maggio! Evviva il Primo Maggio!
Evviva la socialdemocrazia internazionale!
Evviva il Partito operaio socialdemocratico della Russia!





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