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Iosif Vissarionovic Dzugasvili
Stalin

Prefazione alla prima edizione di “Imperialismo e rivoluzione” di Enver Hoxha


Dalla pubblicazione nel 1848 del «Manifesto del Partito Comunista» di Marx e di Engels e fino ad oggi, la lotta fra il marxismo rivoluzionario e l’opportunismo, sia in campo politico che in cam­ po ideologico, si è concentrata attorno ad un pro­ blema: è o non è necessaria la rivoluzione per trasformare la società su basi socialiste, esistono o non esistono le condizioni per attuare la rivoluzio­ ne, è possibile compierla seguendo la via pacifica, oppure è indispensabile ricorrere alla violenza rivoluzionaria?
La borghesia e gli opportunisti, con tutte le loro teorie che si contano a decine, per non dire a centinaia, si sono sforzati e si sforzano di negare l’incontestabile verità che la contraddizione fon­ damentale della società capitalista è quella fra gli sfruttatori e gli sfruttati, di negare la collocazione ed il ruolo storico della classe operaia, di negare anche la stessa lotta di classe come fattore deter­ minante dello sviluppo e del progresso della società umana. Il loro scopo è stato e continua ad es­ sere quello di disorientare ideologicamente il proletariato, di ostacolare la rivoluzione, di perpetuare lo sfruttamento capitalistico, di distruggere il marxismo-leninismo, la scienza trionfante della rivoluzione e dell’edificazione del socialismo.
Tutti questi avversari e nemici del proleta­ riato e della rivoluzione hanno tentato di dichia­ rare superato il marxismo-leninismo e di architettare diverse «teorie», adatte, a loro dire, alle nuove condizioni storiche, alle trasformazioni subite dal capitalismo e dall’imperialismo, all’evoluzione che ha avuto, in generale, la società umana. Così Bernstein ha dichiarato superato Marx, mentre Kautsky, speculando sul passaggio dal ca­ pitalismo all’imperialismo, ha negato la rivoluzione. Il loro esempio e i loro metodi sono stati seguiti da tutti i revisionisti moderni, a cominciare da Browder e Tito, Krusciov e gli «eurocomunisti» per arrivare fino ai «teorici» cinesi dei «tre mondi».
Con il falso pretesto di applicare e sviluppare il marxismo-leninismo in «modo creativo», adattandolo alle nuove condizioni createsi oggi nel mondo, tutti questi antimarxisti tentano di negare l’ideologia scientifica della classe operaia e di sostituirla con l’opportunismo borghese.
Il proletariato, i rivoluzionari e i loro autentici partiti marxisti-leninisti hanno condotto e conducono contro il revisionismo moderno e le sue diverse correnti una lotta accanita, che non è cessata e che non cesserà mai.
I revisionisti, la borghesia reazionaria e i suoi partiti si sforzano di definire la nostra teoria, il marxismo-leninismo, un dogma, qualcosa di fisso, rigido, che non si adatta, a loro dire, ai tempi attuali, pieni di dinamismo e di vitalità. Ma se vogliamo parlare di dinamismo e di vitalità, il marxismo-leninismo è l’unica dottrina ad averne, essendo la teoria della classe operaia, la classe sociale più avanzata, la più attiva e la più rivoluzionaria, che ha una giusta concezione del mondo, che produce i beni materiali e che è costantemente in azione.
Gli sforzi della borghesia e dei suoi ideologi, i quali vogliono convincere gli uomini che il marxismo-leninismo è superato e non risponde più ai «tempi moderni», perseguono lo scopo di combattere l’ideologia scientifica del proletariato e sostituirla con alcune teorie che predicano una vita imbastardita, una vita da bassifondi, una società sregolata e degenerata, la cosiddetta società dei consumi. Le teorizzazioni secondo cui, oggi, si sarebbe arrivati ad una nuova forma di società in movimento e in costante progresso, mirano, allo stesso tempo, a colpire il pensiero progressista rivoluzionario del proletariato, la sua ideologia dirigente, a perpetuare l’oppressione e lo sfruttamento capitalista. La nostra teoria, come c’insegna Lenin, giudica e definisce correttamente le forme e i metodi della lotta di classe. Essa rimane strettamente legata ai problemi pratici posti dalla vita, posti dalla nostra epoca.
Quest’arma ci aiuta ad analizzare e a comprendere correttamente in ogni momento il corso dello sviluppo umano, ad analizzare e comprendere correttamente ogni svolta storica della società, ad attuare la sua trasformazione rivoluzionaria.
Il nostro Partito, al suo 7° Congresso, ha smascherato tutte le diverse correnti revisioniste, fra cui anche la teoria cinese dei «tre mondi». Sottolineando l’importanza vitale del marxismo- leninismo per il trionfo della rivoluzione, del socialismo e della liberazione dei popoli, esso ha rigettato decisamente le tesi ed i punti di vista borghesi-opportunisti riguardo l’attuale tappa del processo storico mondiale, i quali negano la rivoluzione e difendono lo sfruttamento capitalista, ed ha ribadito energicamente che nessun cambiamento nello sviluppo del capitalismo e dell’ imperialismo giustifica le «invenzioni» e le mistificazioni revisioniste. La critica di principio e la costante denuncia delle teorie antirivoluzionarie e anticomuniste sono indispensabili per difendere il marxismo-leninismo, per portare avanti la causa della rivoluzione e dei popoli, per dimostrare che la teoria di Marx, Engels, Lenin e Stalin resta sempre giovane, sicura bussola che ci guida verso le future vittorie.

Aprile, 1978





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